domenica 16 giugno 2013

Vorrei




Vorrei essere bionda naturale e non trascorrere una parte della mia vita (praticamente tutti i sabati mattina che iddio ha creato) da quel santo del mio parrucchiere (l’unico uomo che mi sopporta per davvero).

Vorrei smettere di fumare, ma senza quell’orrenda sigaretta elettrica (mai comprata), che pare una  penna portata alla bocca, come ai tempi della scuola prima di un’interrogazione.

Vorrei imparare a bere le tisane invece che litri di caffè e ho quasi una profonda invidia verso chi riesce a mangiare verdure fresche e a degustare the verde, perché le mie buone intenzioni durano praticamente lo spazio di un giorno e decadono al primo margarita con la mia amica, all’ora dell’aperitivo.

Vorrei andare a Firenze al Pitti e poi a Milano,  perché la moda a me piace tutta anche quella maschile e invece non posso, devo lavorare (a quella femminile) e non ho certo il dono di stare in due posti contemporaneamente e quindi mi appellerò a santo streaming come sempre.

Vorrei anche essere molto ricca, ma proprio tanto, perché ho una wishlist che neanche 100 donne tutte insieme l’avrebbero, mi manca la Chanel 2.55, la  Givenchy e la Balmanin blu,  la pelliccia bianca con i fiori giganti di Prada, l’intera collezione autunno-inverno prossimo di Lanvin, gioielli compresi (l’idea di avere al collo la medaglia con scritto Cool, è il sogno ricorrente di tutte le notti) le scarpe di Jimmy Choo in ordine di altezza di tacco,  stivaletti compresi.

E andare a vivere a Pantelleria. Per sempre.


Invece parto (per lavoro s’intende) e voi fate buona settimana. 














mercoledì 12 giugno 2013

Vanità Parte II o forse III


Non bastava la mania delle scarpe e degli smalti, no. Per non farmi mancare nulla ho aggiunto quella delle cover dell’I Phone.







E così, la prima di Swarovski e poi la seconda da Lanvin e poi la terza in puro stile Chanel e ci sarà anche la prossima. Sono la solita esagerata? Lo so, ma non mi vergogno mai e perché dovrei. La vanità non ha mai provocato danno a nessuno e non è (mai stato) reato.
E prima o poi lo dirò a tutte le ragazze che continuano a scrivere sui propri curriculum, "mi piace l’arte, la filosofia e anche la storia", e poi invece vorrebbero fare lo stage con me. Mai nessuno che scriva adoro la moda, quello no. Non è altamente culturale e non fa fare bella figura certo e allora si può sempre andare a fare lo stage da Sgarbi, invece che con me. 
Io non vado a vedere la mostra di Tiziano, ma l’ultima collezione di Prada e la cultura non c’entra. 
Nessuno viene sminuito se scrive la propria  passione e il vero sogno della vita.

Si può leggere un libro anche con le unghie laccate e la cultura prescinde dal rossetto.

Continuerò a ripeterlo sempre e magari lo scriverò anche come sottotitolo del Blog, prima o poi. 















martedì 11 giugno 2013

UBER. Vostro Off Course






Li adoro, certo. Perché mi hanno conquistato con il loro: “Tutte le bionde devono avere l'autista! Scarica l'app UBER e inserisci il codice BLONDE”.
Sapete, ho un debole per gli autisti e non nel senso che pensate. E poi, confesso non guido e quindi che sia UBER tutta la vita.

E si, perché me lo merito e non solo io, ma tutte le donne. Perché diciamoci la verità, lo scooter certo no, ha una serie di controindicazioni, con i tacchi alti non si può, il casco rovina i capelli e poi chi lo dice a quel sant’uomo del mio parrucchiere, e se piove, come oggi? No. Facciamo che non è cosa per signorine come me. A si, ci sono anche i mezzi pubblici, certo,  in una città che dalle 7 del mattino diventa improvvisamente di 5milioni di abitanti, grazie no. E i taxi, dei quali ho vissuto praticamente fino ad oggi.

Ma UBER preferisce le bionde e anch’io (che sono di parte). 

E speriamo non chiudano in Italia. Proprio no. 









domenica 9 giugno 2013

FashionCamp


Quello che mi sono persa parte II


7 e 8 Giugno a Milano.
Promuove una visione della moda  aperta e condivisa, altamente tecnologica e fortemente democratica (cit.) 







E se il logo (?) è fashion, io sono bionda naturale.

Strutturato (dicono) come un BarCamp, ovvero una rete internazionale di non conferenze aperte, i cui contenuti sono proposti dai partecipanti stessi (e chissà che significa, ma se uno parla e gli altri ascoltano non è una conferenza?).

E mi è sembrato che, Chiaretta (Ferragni) non c’era, (o almeno così mi è parso di capire) che è alta 1,80, bionda, con gli occhi azzurri, porta la 40 ed è stata la prima a farsi fotografare, e questo bisognerebbe ricordarlo sempre. Le blogger che fanno le modelle, ma le modelle non avevano delle caratteristiche fisiche precise e le blogger dovrebbero averne delle altre? E poi le giornaliste che si pentono di aver fatto le blogger (chissà perché)  e rifanno le giornaliste. E queste "non conferenze" (che non ho proprio capito) e abiti che non c’erano (ovvero?). E ancora, workshop che spiegano come la tecnologia sia il futuro e invece alla carta stampata gli hanno fatto il funerale (ma va?) e come Instagram sia importante (pensa), come i social network hanno cambiato le regole del gioco (e noi mica lo sapevamo) e come la vera ispirazione sia la strada (ma i cool hunter non c’erano già?) e che la tendenza quella vera, è?
Appunto quale sia il vero trend, nessuno lo ha detto.

Fashion Camp. Insomma non ho capito a che serve e nemmeno di cosa parla, ma forse perché non ci sono andata. 







(photo google immagini)



giovedì 6 giugno 2013

One Night Only


Giorgio Armani.


Ieri sera a Roma, Vip compresi, al Palazzo della Civiltà all’Eur per festeggiare la riapertura della boutique di Via Dei Condotti.






E poi la sfilata. In una sala completamente bianca, passerella compresa (tanto per stare nell’avanguardia) modelle e modelli, tutti di capelli castani (evviva il glamour), hanno portato in passerella la collezione Emporio, la prima Linea e Armani Privè. So bene che il Re non si contraddice mai, ma a me la sfilata  è parsa davvero troppo lunga, lenta e a tratti anche noiosa. Con una coreografia antica, che faceva tenere il passo alle modelle in coppia e poi anche il buio per i cambi di quadro. Proprio no. E le Collezioni autunno – inverno 2013/2014 (almeno così credo) al solito. Il perché insiste a voler far indossare alle donne i pantaloni larghi e corti, con le scarpe piatte e la giacca lunga, davvero non lo so. Qualcuno potrà spiegare all’Imperatore che le donne abbiamo “le curve” e ci piace essere femminili e che il baschetto messo di traverso sul viso, proprio non ci dona.

Ai saluti, pare abbia fatto anche un complimento. "Era un po' che mancavo dalla capitale. Roma è sempre la città più bella del mondo, c'è il cinema, c'è la bellezza. La trovo anche molto più pulita di Milano!".

Grazie Re Giorgio, torna presto.

Tua sempre devota
Maria Katia












(photo Tumblr)




mercoledì 5 giugno 2013

Vanità. Forse, si.





Anzi, certamente si, considerato che di professione non vendo pane e non mi occupo di divulgare la pace nel mondo, ma sono invece in ansia per lo shooting della prossima settimana per la spring summer 2014.
E domenica pomeriggio, invece di andare alla mostra di Tiziano, ho trascinato quella santa donna della mia amica a vedere la collezione di Marc Jacobs al Palazzo Etoile (sede di Vuitton nella Capitale)  e mi hanno pure impresso le mie iniziali in oro sulla It Bag a difesa dell’autenticità, contro tutti i falsi venduti sui marciapiedi del Centro Storico.

Pura vanità quindi, tutta la vita. Ma non riuscirò mai a scrivere (come le vere fashion blogger) cosa ho indossato alla cena dell’amica della sorella di mio cugino e magari farmi fare anche le foto ( e poi, da chi?) e nemmeno scrivere che sto meditando di risparmiare (su cosa ancora non lo so) per comprare la mitica borsa di Givenchy (Riccardo Tisci santo subito). Che non indosserò i pantaloni a righe, anche se sono il vero trend di questa primavera, (che tanto non è mai arrivata e fa ancora un freddo cane) che mi parrebbe di uscire in pigiama e nemmeno in abitino di pizzo color cipria,  perché non sono (mai stata) chic e neanche ci diventerò,  e che continuerò ad avere i pantaloni a stampa animalier e i jeans Dolce&Gabbana completamente lacerati, e che l’altra sera ho osato i miei superfantasticimeravigliosi stivaletti avorio di Prada con un vestitino nero da cockatil, ed erano perfetti.
Ma perché dovrei scrivere queste cose e farmi fotografare con i diversi outfit.
  
Diciamoci la verità, a voi cosa importerebbe?







(photo Tumblr)





lunedì 3 giugno 2013

La Cruise


è la collezione  che amo di più.

Sarà perché rievoca un clima mite e un’atmosfera dal  passato coloniale sulla Croisette di Cannes, sarà perché è quasi la celebrazione del vero cuore della moda con tutte le sue frivolezze. 
O forse perché è così snob e lontana da ogni trend, che rimane sempre il quadro più chic di ogni maison, ed ha sempre il sapore del lusso, quello vero.


Sarà (forse) perché sono un poco snob e frivola.  Anche di lunedi. 



DIOR 






CHANEL