martedì 16 aprile 2013

Felice Compleanno


cara Anna, che oggi compi  50 anni.


Ti adoro, sai,  perché non ti prendi mai troppo sul serio e chi ti accusa di essere sempre sopra le righe non lo ha ancora capito.

Tu con la Moda ci giochi e fai bene. Sono d’accordo con te, e poi il Fashion Nobel non lo hanno ancora inventato e forse non lo faranno mai. Ma qui pare che nessuno ci creda, tutti impostanti e diligenti ma senza nessuna ironia.

Ti adoro anche per il tuo essere  sempre così avanti (si dice così, giusto?) e mentre il mondo guardava in cagnesco i fashion blogger tu invece hai aperto un blog tuo e ti fai persino le foto con l’I Phone alle sfilate. E ora (forse) sei più nota per questo che per il tuo essere Fashion Director di Vogue Giappone. E chissà cosa penseranno le tue colleghe della Condé Nast.

Ma a te cosa importa. Tu ridi. Ridi sempre. Anche e soprattutto  di te stessa.

Grazie Anna, ti adoro per davvero.

E auguri con tutto il cuore.








(photo Tumblr)


lunedì 15 aprile 2013

Mostra della domenica pomeriggio


con la mia amica (sempre lei, che con la pazienza e la serenità che la contraddistinguono mi accompagna dovunque, o quasi) sono andata al Palazzo delle Esposizioni  a vedere la mostra di Helmut Newton.


Per la sua unica tappa italiana (e chissà come mai avranno saltato Milano) la mostra White Women, Sleepless Nights, Big Nudes,  presenta 200 immagini e nasce nel 2011 per volontà di June Newton, la vedova del grande fotografo, che raccoglie le foto dei primi tre libri di Newton pubblicati alla fine degli anni Settanta.

Cito testuali dall’ingresso della mostra: “Nel 1976 Helmut Newton è un famosissimo fotografo di cinquantasei anni,  ma non ha ancora dato alle stampe un libro monografico, così decide di curare White Women, oggi considerato un volume leggendario, che riceve il prestigioso Kodak Photobook Award. Seguirono Sleepless Nights nel 1978 e, soprattutto, Big Nudes nel 1981 che rimangono tuttora gli unici volumi concepiti/curati dal grande fotografo. L’occhio di Newton ha la capacità di scandagliare una realtà che, dietro all'eleganza delle immagini, consente di intravedere un’ambiguità di fondo di cui erotismo e morte sono due aspetti della stessa ricerca di verità”.

E io invece, avevo accanto (nel frattempo avevo perso la mia amica) una coppia, dove lui spiegava  alla moglie di come fossero chic le donne francesi ritratte, perché si sa, che le donne francesi sono certamente più chic delle donne italiane. “Ma scusi, sono modelle e come fa a sapere che sono francesi?” Ma ho taciuto per non essere la solita.

E mi sono goduta la mostra in silenzio. O quasi.











(Google Immagini)


venerdì 12 aprile 2013

Chi l’ha cercata


la salopette.



Ditemi chi è stato a farsi venire l’idea di riproporla nei trends. Così magari ci spiega anche con quali scarpe si indossa e soprattutto per andare dove. Io sono una ragazza seria (o almeno ci provo) e non posso andare a lavorare con la tuta, perchè sembrerei l’elettrauto sotto casa (con tutto il rispetto che tanto non guido e manco mi serve). Poi ingoffa e pure ingrassa, diciamoci la verità. E va bene solo se pesi 32 chili scarpe con tacco comprese e io neanche per idea ci arrivo a pesarle. Che come al solito la palestra non è cosa per signorine come me e quindi è (quasi, forse, speriamo) arrivata la primavera e il primo/o la prima,  che mi dice andiamo a fare una passeggiata al mare nel weekend, mi viene un colpo. Lo dico subito qui. Ma se voi, per caso avete già fatto l’acquisto, mi dite come l’avete abbinata? Così magari ci provo pure io.
Eternamente vostra
Maria Katia









(photo THE SARTORIALIST - Tumblr) 


giovedì 11 aprile 2013

Do you speak English?


E no. Proprio no.


Ma chissà perché le fashion blogger scrivono tutte in inglese. Eppure siamo in Italia, poco all’avanguardia certo, che pure il caro Diego (Della Valle, s’intende) si è messo a criticare. Ma siamo pur sempre ancora qui. Sarà invidia? Forse si. Perchè della lingua di Sua Maestà conosco solo tre parole, vabbè facciamo anche quattro, ma pronunciate bene, giuro. E non potrò mai (ma proprio mai) scrivere i post anche tradotti in inglese. Continuerò a farlo nel mio antico e caro italiano e non diventerò mai una vera blogger di tendenza. E pazienza. Tanto nella vita non si può avere tutto. God save the Queen (si scrive così giusto?) Ma l’Italia (e la lingua italiana) chi la salverà? 

Sono un tantinello provinciale, lo so. 







London Street Style 2013
(Photo Tumblr)



mercoledì 10 aprile 2013

Foulard


Sono sempre chic

E anche un po' snob



Generalmente colorati

A volte stravaganti

E capricciosi

Meravigliosamente morbidi

Semplicemente raffinati

Persino civettuoli

Completamente vivaci

Straordinariamente versatili

Totalmente aristocratici

Addirittura preziosi

Sempre eleganti

Li adoro, anzi no, li amo.









(photo Tumblr)


martedì 9 aprile 2013

Un 5 x 11 che ci ha cambiato (o salvato) la vita


E si, perché prima c’era la carta e la penna per scrivere,



la sveglia sul comodino, la radio per ascoltare le canzoni del cuore, la macchinetta fotografica e la piccola telecamera (che servivano per i compleanni e per le cene di Natale con i parenti), poi c’era anche il telefonino, il PC da scrivania e le parole crociate come passatempo. Oggi c’è l’I Phone. Che fa tutto questo e anche di più. E poi si è out se non si gioca a Ruzzle e io sono un disastro, ammetto. Che fra CI CO PER TI PO PI PU, non ci ho ancora capito nulla. E che dire di WhatsApp, che ha sostituito gli ormai obsoleti SMS, dove essere on line e non rispondere è un mistero che sarà svelato al più presto. E poi forse c’è anche un premio per chi visualizza e basta. Io ho il numero 4, ma è già sul mercato il 5 (ma come il mitico Chanel N°5?) e forse il 6 oppure al massimo il 7, farà il caffè e stirerà anche il bucato, così risparmio i soldi del mio santo e beato indiano che come lo fa lui, ancora nessuno al mondo. 
E che la tecnologia sia con noi. Amen







(photo Tumblr)


lunedì 8 aprile 2013

I gusti so’ gusti


Un mio amico l’altro giorno mi ha chiesto:” parlerai solo di moda?” No, non solo di moda per carità, ma di tutte le cose belle. O meglio, di quelle che piacciono a me, certo. Perché il bello non è mai assoluto.
E così,  ecco il mio ristorante del cuore, ovvero Pipero al Rex




Una meraviglia con appena sei tavoli, raffinato e chic senza essere pretenzioso. Perché, in verità ho sempre detestato il “vorrei, ma non posso”. E questo, da Alessandro Pipero non accade mai. E anche il suo piccolo orologio, perché “a tavola il tempo si ferma” (parole sue) non è chip. Lui è davvero bravo e soprattutto non si prende mai troppo sul serio. E quando ha vinto la Stella Michelin, ha scritto: “4 guide ...4 premi...oggi me magno tutto, pure i gatti del Colosseo”. Dice di avere pochi grandi amori,  il lavoro, il cibo, le donne e la Roma. E a Pasqua ha fatto gli auguri così: “la coratella d'abbacchio con i carciofi e champagne rose' ... Rocco Siffredi nun te vedo”. E la sua teoria sulle donne: Un cliente gli dice “il vino e' meglio di una donna... e lui: ma la donna non sa mai di tappo". La sua tentazione culinaria  è pane, prosciutto, mortadella e champagne, che non è una tentazione è una certezza. Lo champagne, con i piatti grassi come gli insaccati o la crosta della porchetta è quasi perfetto. E detto da lui sarà certamente vero.
Alessandro, le recensioni serie le lascio alle guide, io mi intendo solo di borsette.
Semplicemente, ti adoro.







(photo Google)