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giovedì 3 ottobre 2013

Per la showgirl che c’è in tutti noi


il finale della sua lettera a Vuitton. 


Con un addio. Perchè Marc Jacobs lascia il brand dopo 16 anni. E quella di ieri al Louvre è stata la sua ultima sfilata e per la successione circola già il nome di Nicolas Ghesquière (ex Balenciaga per capirci) che pare sia fortemente voluto dalla figlia di Arnault, Delphine. Così come è già stato per Raf Simons da Dior.

Cara Signora Delphine, certamente sarà più competente di me e nessuno lo discute, ma le è mai venuto il dubbio che in nome della modernità a tutti costi non compia invece degli errori? Perché l’affare Simons non è ancora chiaro a nessuno. Se è vero che John Galliano era diventato un po’ troppo “barocco e colorato” in contrapposizione alle nuove tendenze, la modernità (e l’innovazione) di Raf stiamo ancora cercando di comprenderla. Perché mica crederà che ci facciamo incartare da quattro tailleur neri e da un pot-pourri di abiti, vero? E non sarà che ci porremo le stesse domande anche con le prossime collezioni di Vuitton?

Ci illumini lei. La prego.





(photo Tumblr)


mercoledì 2 ottobre 2013

Fashion Week. Il riepilogo

Mio 



Sono finite le sfilate  anche a Parigi e a conclusione vorrei dire (tanto per fare la solita polemica) che, i tailleur neri di Raf Simons (DIOR) e di Hedi Slimane (SAINT LAURENT) non possono essere considerati originali e soprattutto non esprimono alcun concetto di modernità e nessuna espressione creativa.

Spacciarli poi come comunicazione di un raffinato e moderno minimalismo,  proprio non lo sopporto.

E mi piacerebbe molto che la smettessimo di osannarli.


Con tutto l’affetto del mondo, ma proprio non mi piacete. Ecco.


DIOR 


Saint Laurent 




(photo Tumblr)


martedì 1 ottobre 2013

Stella


e punto. 


Con il padre Paul McCartney in prima fila, Cara Delevingne e Miranda Kerr in passerella, la sfilata di Stella McCartney all'Opera Garnier di Parigi è stato uno show davvero stellare.
Perdonate il gioco di parole, ma adoro Stella. La sua freschezza, la sua modernità,  i suoi colori e l'aura assai sofisticata degli abiti lingerie, praticamente una versione contemporanea, femminile e bellissima delle camicie da notte di pizzo e raso.

Applausi (anche da parte mia). 







(photo Tumblr - dailymail.co.uk)


lunedì 30 settembre 2013

La sfilata di Dior



e Raf Simons

che proprio non capisco e continua a non piacermi.



Forse non sono così avanti e di tendenza, perché sono nata a Catanzaro Lido, come dice il mio amico Paolo quando decide di prendermi in giro.
E per certe cose e certe mode non sarò mai all’altezza.

Ma non mi piace. Ancora con i giardini e con una collezione dove l’unico mood è l’ombretto oro sulle palpebre delle modelle, perchè c’è davvero di tutto un po’. Abiti a righe, di paillettes e anche di pizzo, tailleur pantalone a tinta unita e anche neri, top colorati infilati in gonne bianche trasparenti e chissà cos'altro che per fortuna non ricordo più. Scarpe verdi, gialle, bianche, e di tutti i colori e idem per le borse, sempre uguali nel modello e mai abbinate né con le scarpe, tantomeno con gli abiti. E anche tanti girocolli di perline colorate e mai a tono con  niente. Poi il finale, con abiti da sera (??) tutti uguali e una (donna?) che spunta dal backstage per raccogliere un ramo di edera, caduta a terra a conclusione della sfilata (ma non era meglio lasciarla lì?).

Sarà che sono poco moderna e la sua grandezza mi sfugge.

Sicuramente è così. Si. 










(photo DIOR social)

giovedì 4 luglio 2013

Chanel Haute Couture 2013







Finisce il Calendario della Haute Couture a Parigi e la collezione (secondo me) in assoluto, più fascinosa, chic e moderna, è stata quella portata in passerella da Chanel.

Questi i commenti di chi ha avuto la fortuna di essere nel parterre.

Karl Lagerfeld e il tweed di Chanel erano al top della forma, scrive Lisa Armstrong su Fashion.

Donne moderne che calpestano le macerie di una natura antica. Commento dell’attrice  Kristen Stewart alla fine della sfilata.

Proprio come il fiore di loto, che è il simbolo di chi vive nel mondo senza esserne contaminato, perché affonda le radici nel fango e si distende sulla superficie delle acque stagnanti, sbocciando da esse immacolato e bellissimo, anche la Collezione Chanel Haute Couture nasce da edifici polverosi e distrutti riuscendo a fare emergere, la bellezza più pura e l’eleganza più sublime e moderna. Commento unanime della Stampa Internazionale.
  
Karl Lagerfeld, con i suoi 79 anni, continua ad essere il più moderno. Il migliore. 
Bravo. Bravo. Come sempre. 









(photo Tumblr)




mercoledì 3 luglio 2013

Schiaparelli e il mistero del progetto che non c’è




Ecco la (mia) strana storia.

Lo scorso anno un Uomo d’Affari (non di moda) mi spiega che sarebbe interessato ad acquistare un Brand e mi chiede di fargli uno studio accurato con una proposta.  Accetto e ci accordiamo che senza compenso avrei svolto il tutto, perché alla fine sarei entrata a lavorare nel progetto. Dopo settimane di analisi varie, su brand dormienti e non, mi viene l’idea geniale.

L’imprenditore Diego Della Valle nel 2007 aveva comprato il marchio Elsa Schiaparelli (compreso lo storico Atelier al 21 di Place Vendôme a Parigi) ma lo teneva chiuso  in un cassetto, in 5 anni non ci aveva mai fatto nulla. Bisognava convincerlo a rivendere e rimettere il brand sul mercato.

Compongo il progetto completo in ogni suo dettaglio (è ancora tutto conservato nel mio pc) e lo consegno all’Uomo d’Affari che organizza, per lo scopo, varie riunioni alle quali (chissà perché) non ho mai partecipato.

Dopo qualche giorno l’Uomo d’Affari mi dice che l'accordo non è stato concluso. Ma a distanza di pochissimo tempo, Diego Della Valle inaspettatamente, rilancia il brand Schiaparelli.

Che strana coincidenza, no?

Una sola cosa mi ha reso felice. Evidentemente la mia idea era buona davvero.







(photo Tumblr)


martedì 2 luglio 2013

Parigi e la Fashion Week





Aperta la sagra della Haute Couture, ieri pomeriggio la maison Dior presenta  ben due sfilate, una alle 14,30 e l’altra alle 17,30.
Signore (e anche signori, certo) ecco a voi la collezione disegnata da Raf Simon, fortemente voluto (almeno così pare) dalla figlia di Monsieur Bernard Arnault (che tutti sanno essere il proprietario del Brand e non solo).

Dunque,  hanno scritto che il signor Simon si è lasciato ispirare da donne provenienti da diversi continenti e dai loro variegati usi e costumi  e chissà cosa avranno pensato le giapponesi nel parterre dello stravolgimento del Kimono. Si saranno mica offese?

Una giornalista americana ha scritto: “lo spettacolo a volte sembrava un sovraccarico di idee in cerca di un montaggio rigoroso”.

E io, come dire. Sono d’accordo.  

Che non sono (mai stata) chic ormai lo sanno tutti e non riuscirò mai a comprendere la grandezza di Raf Simon e la sua bravura. 


Ma  non importa certo a nessuno, tantomeno a lui.  E pazienza.











(photo Dior)