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mercoledì 16 ottobre 2013

La felpa


(questa sconosciuta) sale di rango e diventa chicchissima, addirittura bon ton.


Della serie mai portata in vita mia, mai amata, mai comprata. Insomma mai di niente, oggi (quasi) mi piace.

E la colpa (merito) sarà forse del mio amato Alessandro Dell’Acqua, del talento di Riccardo Tisci e di quei due genietti da Kenzo, che la propongono con la gonna longuette e come per magia, diventa terribilmente femminile e smette di essere look da palestra, da jogging, da tempo libero e da ragazzina di liceo.

I designer, nella moda (e non solo) sono tutto. La creatività non è cosa semplice e bisognerebbe sottolinearlo un po’ più spesso. 






(photo Tumblr)


mercoledì 5 giugno 2013

Vanità. Forse, si.





Anzi, certamente si, considerato che di professione non vendo pane e non mi occupo di divulgare la pace nel mondo, ma sono invece in ansia per lo shooting della prossima settimana per la spring summer 2014.
E domenica pomeriggio, invece di andare alla mostra di Tiziano, ho trascinato quella santa donna della mia amica a vedere la collezione di Marc Jacobs al Palazzo Etoile (sede di Vuitton nella Capitale)  e mi hanno pure impresso le mie iniziali in oro sulla It Bag a difesa dell’autenticità, contro tutti i falsi venduti sui marciapiedi del Centro Storico.

Pura vanità quindi, tutta la vita. Ma non riuscirò mai a scrivere (come le vere fashion blogger) cosa ho indossato alla cena dell’amica della sorella di mio cugino e magari farmi fare anche le foto ( e poi, da chi?) e nemmeno scrivere che sto meditando di risparmiare (su cosa ancora non lo so) per comprare la mitica borsa di Givenchy (Riccardo Tisci santo subito). Che non indosserò i pantaloni a righe, anche se sono il vero trend di questa primavera, (che tanto non è mai arrivata e fa ancora un freddo cane) che mi parrebbe di uscire in pigiama e nemmeno in abitino di pizzo color cipria,  perché non sono (mai stata) chic e neanche ci diventerò,  e che continuerò ad avere i pantaloni a stampa animalier e i jeans Dolce&Gabbana completamente lacerati, e che l’altra sera ho osato i miei superfantasticimeravigliosi stivaletti avorio di Prada con un vestitino nero da cockatil, ed erano perfetti.
Ma perché dovrei scrivere queste cose e farmi fotografare con i diversi outfit.
  
Diciamoci la verità, a voi cosa importerebbe?







(photo Tumblr)





martedì 19 marzo 2013

C'est Moi


Ovvero io e le mie contraddizioni.




Dove, a volte,  lo smalto di Chanel,  costa quasi più della giacca di Zara. E il mio sogno è di andare a New York anche se non parlo una parola di inglese, e chissà  come farò anche solo a prendere la metropolitana se la mia adorata amica decidesse di non venire con me.
Che guardo su Groupon il costo per prendere la patente (perché finchè c’è vita c’è speranza) ma sono giorni che rifletto sulla borsa di Givenchy. Riccardo Tisci sempre sia lodato. Che con l’arrivo della primavera ho ricontato le mie scarpe, così per sapere se per caso me ne servissero delle nuove e  hanno risposto all’appello, un paio di Prada e tre di Abitart ancora nuove di cartellino. No, direi che non mi servono altre scarpe, se non magari solo un paio di ballerine animalier e poi giuro non ne compro più fino al 2014.
Ma se qualcuno decidesse di farmi un pensierino per Pasqua, porto il 37. E forse la passione delle scarpe me l’ha insegnata il mio papà, anche lui le amava e me ne regalava per ogni occasione. E così ora eccomi con la cabina armadio strapiena, che quasi mi vergogno a contarle.

Auguri papà che sei lassù e  anche se al cielo io ci credo poco,  tu di sicuro ci starai.

Con amore sempre.


Il mio adorato papà 




(photo Tumblr - mia)